Archivio

Michela Ravaglia

(PROGETTO)

LA CASA DI ADAMO IN PARADISO

L'intervento è un ambiente unico, monocellulare e di carta, reperto dell'infanzia del bambino che siamo stati ; tutti i bambini sognano di avere una casa segreta, dove vivere senza regola con la possibilità di "risillabare il mondo".
Un'abitazione originaria che diventa il luogo di una memoria più che individuale, collettiva, con il desiderio di fuga e la volontà di un centro.
Tra le linee sovrapposte dei binari, dei treni e dei cavi elettrici una porzione di vita domestica, un luogo dove si trascorre l'infanzia, dove si è definito un nucleo di valori emotivi, con la possibilità di ritrovare un universo perduto, emozioni private, misteri non svelabili e toni familiari.


Chiara Pergola

DECORAZIONE album fotografico

"Foto ricordo: immagini destinate a ridare cuore ai luoghi visitati e a ricollocare al centro di essi il soggetto viaggiante. 
Procedendo in modo opposto ne realizzo il negativo e l'ombra: un album di fotografie scattate da altri, in zone di transito, in spazi attraversati e non visti, a ciò e da chi resta solitamente fuori campo, è una de-corazione.
L'album sarà la mappa altrui di un mio itinerario consueto: cedo la macchina fotografica a viaggiatori estranei, incontrati nei punti della stazione che abitualmente percorro da pendolare (binari, bar, treni ecc..) perchè colgano un'immagine dal proprio punto di vista.
L'album è pensato per essere esposto in forma anonima nell'atrio di bologna."



Margherita Moscardini

(PROGETTO)

Alessandra Montanari

(PROGETTO)

ART CROSSING

Un percorso attraverso linee spezzate, memorie interrotte; lo sguardo cade sui frammenti di fiori dipinti, petali dal passato per immaginare e ricordare.





Francesca D'Ambrosio

(PROGETTO)

"Penso la stazione dei treni come spazio legato ad infinite possibilità di percorsi, di pensieri, di idee.
non solo Nord Sud Ovest Est, ma profondamente oltre, verso una traiettoria non ancora segnata in un luogo non ancora definito e in un tempo diverso, molto prezioso.
Perchè le idee di viaggio e di pensiero hanno molte più strade, slegate dalla forza di gravità. Altre leggi comandano: si sceglie cosa fare nel momento in cui si sceglie dove andare. Prima i piedi poi le mani.
Queste sono scarpe comode, leggere, essenziali; tinte di bianco per accogliere nuove esperienze, disposte a seguire nuove vie e a lasciare nuove tracce, non ancora sulla mappa: per una geografia più completa nutrita dal sentimento e dall'immaginario."



Francesca Bellussi





Sara Agutoli - Jacopo Cecchi

(PROGETTO)

"Il cubo di Rubrik" permette di muovere i tasselli delle sei facce del poligono lungo gli assi cardinali, nello stesso modo l'installazione vuole muovere lo sguardo verso una dimensione perpendicolare che si impone come vera.
Le simbologie che vengono richiamate dal tuffo sono chiare; metafora di scelta, di volontà e slancio vitale che ognuno di noi può avere.
Lo "snodo" della perpendicolarità ci invita a non porci limiti.
Un invito anche alla riflessione su i molteplici volti della verità, che non è mai una e cambia secondo il punto di vista da cui di guarda il mondo.