L'archivio degli interventi dei giovani artisti che hanno partecipato alla manifestazione “Accademia in stazione”, una collaborazione fra l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l'Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980. Accademia in Stazione è stato un progetto d'arte pubblica curato da Mili Romano e Roberto Daolio, dal 1997 al 2005, alla stazione ferroviaria di Bologna.
Damiano Colacito
Translazione di un immagine della rete, da una di quelle telecamere che fanno parte di quel quotidiano sistema di "sorveglianza" globale, equazione estetica della nostra modernità.
Nadia Zorzin
PERFORMANCE, 1 LUGLIO ORE 11
Azione-riflessione sulla categoria di tolleranza e accettazione dell'altro, attraverso il gioco ironico con la propria identità, in un camaleontico indossare maschere e ruoli sociali ed esistenziali reiterati.
Azione-riflessione sulla categoria di tolleranza e accettazione dell'altro, attraverso il gioco ironico con la propria identità, in un camaleontico indossare maschere e ruoli sociali ed esistenziali reiterati.
Nazario Zambaldi
In una sorta di ribaltamento tra cielo e terra, tela e colori invadono l'ambiente in forma di sagoma sospesa, ancorata al suolo da un'appendice che rinvia ai cicli di rigenerazione della vita.
Alice Volta
GALAXI 999
Memoria dell'immaginario di un'intera generazione, il treno 999 (Galaxy express) appariva in un cartone animato giapponese della fine degli anni '70. Chi vi saliva non tornava indietro e andava alla ricerca di un corpo meccanico abbandonando il proprio...Un viaggio solitario e senza ritorno, che naconde un malinconico segreto.
Memoria dell'immaginario di un'intera generazione, il treno 999 (Galaxy express) appariva in un cartone animato giapponese della fine degli anni '70. Chi vi saliva non tornava indietro e andava alla ricerca di un corpo meccanico abbandonando il proprio...Un viaggio solitario e senza ritorno, che naconde un malinconico segreto.
Andrea Salvatori
IO?
Lavoro di doppia riflessione identitaria, costruito su uno scambio di ruoli tra l'autore e il viaggiatore. La sagoma dal volto "vuoto" dell'artista si offre come silhouette per la "messa in posa" fotografica e per l'assunzione di un'identità mobile.
Lavoro di doppia riflessione identitaria, costruito su uno scambio di ruoli tra l'autore e il viaggiatore. La sagoma dal volto "vuoto" dell'artista si offre come silhouette per la "messa in posa" fotografica e per l'assunzione di un'identità mobile.
Silvia Pinto
Rimando alle infiorate delle tradizioni popolari e folcloriche italiane e portoghesi, e delicato e sensibile omaggio alla memoria delle vittime della strage.
Sissi
DANIELA HA PERSO IL TRENO
L'artista marca la propria identità attraverso l'ingombro e il peso dell'abito, realizzato con l'assemblaggio di molte camere d'aria e gonfiato ad aria compressa, che le è di ostacolo alla partenza.
L'artista marca la propria identità attraverso l'ingombro e il peso dell'abito, realizzato con l'assemblaggio di molte camere d'aria e gonfiato ad aria compressa, che le è di ostacolo alla partenza.
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