L'idea di una scultura "da viaggio" non poteva non concretizzarsi nella forma della valigia o del contenitore più o meno simbolico di oggetti, di segni e frammenti di vita da lasciare come una sorta di testimone attivo, vagante e itinerante.
L'archivio degli interventi dei giovani artisti che hanno partecipato alla manifestazione “Accademia in stazione”, una collaborazione fra l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l'Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980. Accademia in Stazione è stato un progetto d'arte pubblica curato da Mili Romano e Roberto Daolio, dal 1997 al 2005, alla stazione ferroviaria di Bologna.
Andrea Buratti
Un quotidiano abbandonato, lasciato o dimenticato all'interno della stazione, non suscita certo la nostra curiosità distratta, tuttavia i giornali che l'artista ci propone diventano una traccia pervasa di un vissuto anonimo quanto presente e ineludibile.
Stefania Borsato
La naturalezza evanescente del sale colorato che ricopre una parte della massicciata tra i binari e destinato a sciogliersi e a svanire crea una dimensione di consistenza effimera nel suo contrasto primario simbolico.
Paolo Bertocchi- Vanessa Chimera
Nei punti di maggiore passaggio sono collocati dei rettangoli preformati di materiale espanso atossico sul quale i viaggiatori possono imprimere la traccia del loro passaggio e della loro presenza, assieme alla data, al nome, o ad un altro pseudonimo, pronti a trasformarsi in calco o in gesso, segnale pietrificato di un passaggio e di un istante.
Oreste Baccolini
In un ironico e sottile, per quanto forse casuale, rimando al proprio nome, l'artista ritaglia un brano di natura coltivata, un filare di vite, fra lo spazio innaturale di cemento e marmo.
Un'isola di lenta crescita, bisognosa di attenzione e di cura, fra i rumori e il quotidiano andirivieni distratto dei viaggiatori.
Antonella Antonioni
Disegni di oggetti smarriti-ritrovati riprodotti su cartoncini e disseminati in vari punti della stazione, propongono, in un gioco di rimandi, una sorta di percorso improbabile tra oggetti d'affezione e tracce di memoria individuale.
Alessandra Andrini
SCOMPARTIMENTO N.5 (Carrozza al binario n.78, in viaggio sulla tratta Bologna-Pescara)
Un normale scompartimento ferroviario abitato da ingombranti passeggeri senza corpo le cui immagini, proiettate, creano una sensazione di spaesamento e attivano una dimensione di incontro-scontro fra la realtà fisica e la percezione di "presenze" impalpabili.
Un normale scompartimento ferroviario abitato da ingombranti passeggeri senza corpo le cui immagini, proiettate, creano una sensazione di spaesamento e attivano una dimensione di incontro-scontro fra la realtà fisica e la percezione di "presenze" impalpabili.
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