Archivio

Orietta Fineo

L'immagine speculare di un oggetto ormai di abituale uso come un'obliteratrice si presenta, straniata e quasi inconsistente, nella trasparenza di un materiale morbido e plasmabile come la cera. Allo stesso modo, rovesciandone l'uso, dei biglietti dello stesso materiale rimangono come segno incompleto di persone "già passate". Il tempo si fa "trasparente, velato, docile al tatto, ma il ricordo perdura intatto e il rimpianto diventa abitudine".


Silke de Vivo

L'artista presenta due interventi: lungo un binario, un centinaio di piccole lumache antropomorfe in tessuto e sapone si avvia verso la sua "immobile" meta; nell'altro, il gesto rituale e ospitale dell'offerta di un caffè invita a lasciare, con la tazzina vuota, le tracce della propria presenza.








Vanessa Chimera

Un oggetto abituale per monumenti e siti turistici come una "videoguida", ricostruisce qui le memorie del nonluogo-stazione ridiventato "luogo" a partire dal 2 agosto del 1980.







Amanda Chiarucci

Questa azione performativa è una sorta di "iniziazione" al confronto con le alterità e con lo spazio della stazione vissuto con disagio. un oggetto familiare e protettivo come delle pantofole, indossate e disseminate come un rituale dono, si trasforma in vettore di messaggi e di segni.



Simone Cesarini

IO SONO QUI

Attraverso un ribaltamento ironico-ludico dell'indicazione topografica: VOI SIETE QUI, trasformata soggettivamente in IO SONO QUI, l'artista propone nell'atrio centrale un momento di distacco dal comune punto di vista come affermazione e conferma della propria individualità.






Andrea Cavallotti

CINQUE PER CINQUE PER CINQUE

Lavoro interattivo: un invito a collegarsi ad un sito internet raggiunge viaggiatori e passanti. Le "istruzioni per l'uso" daranno la possibilità di realizzare una libera interpretazione di un'opera in carta dell'artista stesso.

Damiano Colacito

Translazione di un immagine della rete, da una di quelle telecamere che fanno parte di quel quotidiano sistema di "sorveglianza" globale, equazione estetica della nostra modernità.