Nella tradizione dell'originaria musica urbana (dal jazz a Steve Reich) si propone una composizione per contrabbasso e suoni circostanti: la consistenza sonora dell'ambiente si trasforma in un originale brano musicale. Questo progetto nasce dalla collaborazione, ormai biennale, tra i due artisti.
L'archivio degli interventi dei giovani artisti che hanno partecipato alla manifestazione “Accademia in stazione”, una collaborazione fra l’Accademia di Belle Arti di Bologna e l'Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980. Accademia in Stazione è stato un progetto d'arte pubblica curato da Mili Romano e Roberto Daolio, dal 1997 al 2005, alla stazione ferroviaria di Bologna.
Sandrine Nicoletta (Maurizio Bucca, musicista e compositore)
IMPROVVISAZIONE
Nella tradizione dell'originaria musica urbana (dal jazz a Steve Reich) si propone una composizione per contrabbasso e suoni circostanti: la consistenza sonora dell'ambiente si trasforma in un originale brano musicale. Questo progetto nasce dalla collaborazione, ormai biennale, tra i due artisti.
Nella tradizione dell'originaria musica urbana (dal jazz a Steve Reich) si propone una composizione per contrabbasso e suoni circostanti: la consistenza sonora dell'ambiente si trasforma in un originale brano musicale. Questo progetto nasce dalla collaborazione, ormai biennale, tra i due artisti.
Andrea Melloni
GIOCO
Invasivo quanto un pokemon, virulento come il cellulare, frainteso come gran parte dell'esistente, il gioco qui proposto intende interferire con la realtà convenzionale e con lo status quo della stazione, trasformando in possibile azione reale la "mossa" metaforica.
Invasivo quanto un pokemon, virulento come il cellulare, frainteso come gran parte dell'esistente, il gioco qui proposto intende interferire con la realtà convenzionale e con lo status quo della stazione, trasformando in possibile azione reale la "mossa" metaforica.
Federico Maddalozzo
Alcune sedute della sala d'aspetto e delle panchine tra i binari sono occupate dalle immagini fotografiche di viaggiatori in attesa a loro volta ripresi in altri contesti. Reale e virtuale si intrecciano qui nel ribaltamento spazio-temporale e nell'ambiguità di vuoto-pieno.
Elisa Laraia
VAGONE AZIONE
Installazione sul filo dell'ambiguità tra realtà e finzione all'interno di una carrozza che si trasforma in uno spazio dialogico e interattivo: performers, immagini fotografiche, vassoi e scacchiere (con l'idea del gioco progettato da Andrea Melloni) coinvolgono, modificano e alterano le consuete reazioni percettive, per proporre una realtà tridimensionale osservabile da un solo punto di vista: interno-esterno.
Installazione sul filo dell'ambiguità tra realtà e finzione all'interno di una carrozza che si trasforma in uno spazio dialogico e interattivo: performers, immagini fotografiche, vassoi e scacchiere (con l'idea del gioco progettato da Andrea Melloni) coinvolgono, modificano e alterano le consuete reazioni percettive, per proporre una realtà tridimensionale osservabile da un solo punto di vista: interno-esterno.
Angela Frascione
Nell'ambito delle ricerche sul corpo l'artista ha ideato una serie di protesi, perturbanti oggetti che rinviano al mondo della sperimentazione biotecnologica e delle immagini "mutanti" della moda.
Elisa Freato
LE DOLCI ATTESE
Quattro orologi senza lancette aspettano, DOLCI ATTESE che si perdono nel tempo, minuti scanditi da orsetti gommosi, a volte arrabbiati (18 minuti di orsetti rossi), a volte allegri (1 ora e 9 minuti di orsetti gialli), a volte speranzosi ( 7 minuti di orsetti verdi), a volte spensierati ( 36 minuti di orsetti trasparenti). Nel quinto invece, l'ultimo, vi sono attese che non si perdono nel tempo, in esso ricompaiono le lancette, immobili, per sempre ferme sulle 10,25 del 2 agosto.
Quattro orologi senza lancette aspettano, DOLCI ATTESE che si perdono nel tempo, minuti scanditi da orsetti gommosi, a volte arrabbiati (18 minuti di orsetti rossi), a volte allegri (1 ora e 9 minuti di orsetti gialli), a volte speranzosi ( 7 minuti di orsetti verdi), a volte spensierati ( 36 minuti di orsetti trasparenti). Nel quinto invece, l'ultimo, vi sono attese che non si perdono nel tempo, in esso ricompaiono le lancette, immobili, per sempre ferme sulle 10,25 del 2 agosto.
Orietta Fineo
L'immagine speculare di un oggetto ormai di abituale uso come un'obliteratrice si presenta, straniata e quasi inconsistente, nella trasparenza di un materiale morbido e plasmabile come la cera. Allo stesso modo, rovesciandone l'uso, dei biglietti dello stesso materiale rimangono come segno incompleto di persone "già passate". Il tempo si fa "trasparente, velato, docile al tatto, ma il ricordo perdura intatto e il rimpianto diventa abitudine".
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